Thursday, 12 Dec 2019

I 5 Principi (o precetti)

Secondo la versione romanzata trasmessa dalla Takata, i cinque principi del Reiki sarebbero nati in seguito a una meditazione particolarmente ispirata di Mikao Usui. In realtà Usui creò i cinque principi basandosi sul paragrafo iniziale del libro intitolato «Kenzen no Genri» («健全の原理» – letteralmente: “Teoria della Salute”) scritto nel 1914 da Suzuki Bizan. Tale paragrafo, intitolato “Un Sentiero per il Suono” recita: “Solo per oggi non essere arrabbiato, non essere impaurito, con onestà, esegui diligentemente il tuo dovere, sii compassionevole con gli altri uomini”.

Ma veniamo ai cinque principi:

招福の秘法 shōfuku no hihō Il metodo segreto per invitare la fortuna.
万病の霊薬 manbyō no reiyaku La meravigliosa medicina per tutte le malattie
今日だけは kyō dake wa Solo per oggi
怒るな Okoruna (lett. alternativa: ikaruna) 1 Non ti arrabbiare
心配すな shinpai suna 2 Non ti preoccupare
感謝して kansha shite 3 Sii grato
業を励め gō wo hage me 4 Lavora diligentemente
人に親切に hito ni shinsetsu ni 5 Sii gentile con gli altri
朝夕合掌して心に念じ 口に唱えよ asa yū gasshō shite kokoro ni nenji kuchi ni tonaeyo Alla mattina e alla sera giungi le mani, custodisci nel cuore e ripeti a voce alta queste parole.
心身改善臼井霊気療法 shin shin kaizen usui reiki ryōhō Usui Reiki Ryōhō per il miglioramento continuo di mente e corpo
肇祖 臼井甕男 chōso usui mikao il fondatore Mikao Usui

Integrare e mettere in pratica i cinque principi, significa migliorare la qualità della nostra vita, perché tutto quello che ci accade è il frutto dei nostri pensieri, delle nostre parole e delle nostre azioni. I cinque principi non sono rigide prescrizioni moralistiche, lo spirito che li anima è il sentimento dell’unità e dell’armonia dell’individuo con l’intero universo. Ma nei principi c’è qualcosa in più del “semplice” – per quanto indiscutibilmente valido – significato di ciascun precetto, qualcosa per cui Mikao Usui arriva a porli alla base della disciplina e a definirli (in termini poetici) “il metodo per invitare la fortuna” e “la meravigliosa medicina per tutte le malattie”.

Usui non scrive di seguire i principi, ma di portare le mani in gassho, custodirli nel proprio cuore (farli propri) e ripeterli ad alta voce alla mattina e alla sera.

A molti è sfuggita l’essenzialità di questa frase, una frase che lascia intuire un collegamento verso un altro concetto, quello di Kotodama, la “parola spirito”.

Una delle cose fondamentali, nei principi (o precetti), è quella di vivere giorno dopo giorno (solo per oggi). Questo non vuol dire rinunciare ai propri progetti, semplicemente sta a significare che si deve pensare al futuro senza preoccuparsene (non essere ansioso). L’ansia corrisponde ad un’energia negativa che racchiusa nel nostro corpo lo avvelena. Il rischio è quello di perdere il momento nel quale si vive, di perdere la gioia per le piccole cose del quotidiano, di perdere la felicità.

Non bisogna ignorare la rabbia, o cercare di reprimerla. “Non ti arrabbiare” significa che si deve imparare a riconoscere e ad esprimere i propri sentimenti di rabbia, cercando di comprendere, perdonare e lasciare andare le cause dell’ira. Come per l’ansia, se non permettiamo alla rabbia di abbandonare il nostro corpo, ma al contrario se la interiorizziamo, potrebbe causare delle malattie. I principi del reiki sono quelli di liberare il corpo dai blocchi energetici, di consentire alla “vita” di procedere serenamente.

 Per essere grati (alla vita) e diligenti (verso il proprio spirito), bisogna vivere nella rettitudine morale. Il lavoro è un mezzo per contribuire sia all’esistenza del singolo che a quella della comunità. Va svolto nel modo più corretto ed onesto possibile, il risultato sarà il raggiungimento dell’obbiettivo che ci siamo prefissati, qualunque esso sia. Cedere nel lavoro a comportamenti maligni ed agli intrighi, è sintomo di inettitudine morale.

Il rispetto del prossimo e della natura vuol dire aver compreso che ogni nostra azione, nel bene e nel male, ha un effetto verso noi stessi, mentre nella preghiera e con il ringraziamento si concretizza il riconoscimento dei propri limiti e l’apprezzamento per tutto quello che ha contribuito ad accrescere il nostro spirito. Dobbiamo cercare di essere felici nella semplicità del quotidiano, perché è questa la vera medicina per la cura dello spirito e del corpo.

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